The mask we wear della Kristin Hjellegjerde-ArtEco Gallery: 12 artisti e le loro diverse interpretazioni della maschera e del suo significato oggi.

Il 6 settembre 2013 la galleria londinese Kristin Hjellegjerde-ArtEco Gallery, per l’inizio della sua stagione espositiva, ha aperto con una mostra collettiva a cui hanno partecipato 12 artisti contemporanei internazionali.

Una selezione ricca di vari artisti emergenti le cui opere esplorano il significato e le cause per cui ancora oggi ognuno di noi indossa una maschera. Il mezzo utilizzato per coprire la realtà diviene quindi l’elemento portante per un’analisi di come noi tutti ci mostriamo al mondo.

 La mostra The mask we wear  nasce perciò con l’obbiettivo di offrire al visitatore una visione diversa ed eterogenea, grazie all’uso dell’arte, del tema legato all’identità falsa, quella assunta da tutti noi sotto la spinta di forze sociali, religiose, politiche.

A livello curatoriale, Kristin Hjellegjerde ha incoraggiato interpretazioni senza limiti su questo tema, al fine di consentire a ciascuno dei 12 artisti di potersi esprimere, rimanendo fedeli al proprio linguaggio, alle proprie opinioni su identità, politica, storia, religione e tradizione.

Tutte le opere esaminano i vari fattori che consento lo sviluppo di maschere e come queste possano finire col diventare la nostra copertura, i mezzi utili a nasconderci o a rivelarci.

L’elemento distintivo di questa mostra è quindi la presenza eterogenea di varie opere che documentano e rappresentano in modi completamente differenti: pittura, scultura, ma anche tecnica mista e istallazione.

Manuel Felisi, UNTITLED, 2013, Tecnica mista, 200 x 100 cm

Manuel Felisi, UNTITLED, 2013, Tecnica mista, 200 x 100 cm

Manuel Felisi presenta inquietanti teste di bambola di ceramica. ” La ceramica può simboleggiare vulnerabilità, qualcosa che può rompersi  facilmente, eppure, se curata  adeguatamente, dura a lungo” sostiene Kristin Hjellegjerde.

Bouke De Vries, BEHIND THE MASK, 2009, bambola di porcellana, 15 x 15 x 22.5 cm

Bouke De Vries, BEHIND THE MASK, 2009, bambola di porcellana, 15 x 15 x 22.5 cm

Per Bouke de Vries,la maschera si appoggia come un semplice pezzo di stoffa nera che oscura le guance di porcellana  di una testa di bambola.

Artisti come Bongsu Park e Marco Querin utilizzano la figura  femminile come l’elemento centrale del loro lavoro.

Bongsu Park, CELL II, 2008, 91 x 127 cm

Bongsu Park, CELL II, 2008, 91 x 127 cm

Marco Querin, IS IT REALLY YOU?, 2013, 80 x 42 cm

Marco Querin, IS IT REALLY YOU?, 2013, 80 x 42 cm

 

Marco Querin in particolare parla della censura attraverso la cultura del burqa. “Penso che sia la nudità sia il burqa siano due modi diversi di nascondersi. ” Hjellegjerde spiega. «come una donna può usare il suo corpo per sopravvivere, mettendolo in mostra e mantenendo il suo vero io nascosto, così per un’altra donna  un atto di mascheramento può avvenire con il nascondersi dietro il burqa.”

 

Artisti: Andrea Francolino, Bongsu Park, Bouke De Vries, Daniel Bragin, Daniel Woodford, Hai Huang, Lian Zhang, Manuel Felisi, Marco Querin, Rachel Bullock, Tisna Westerhof e Tom Butler.

Credits | Espoarte

Credits photo | Kristin Hjellegjerde